Boris Spassky, il campione russo di scacchi
Boris Spassky, campione di scacchi russo, è morto all’età di 88 anni. Divenne famoso per la «sfida del secolo» contro il rivale americano Bobby Fischer avvenuta a Reykyavik nel 1972 e vinta da quest’ultimo.
Più volte campione del mondo, raggiunse l’apice della carriera sul finire degli anni ’60. L’incontro con Fischer avvenne negli anni in cui le tensioni tra Usa e Urss erano all’apice a causa della guerra fredda e fu vissuto proprio come una «prosecuzione» di quel braccio di ferro politico.
La serie di partite tra il maestro sovietico e lo sfidante americano avvenne tra l’11 luglio e il 3 settembre 1972 nella capitale islandese. Una tiratissima serie che vide prevalere Fischer per 12,5 a 8,5. La contrapposizione Spassky-Fischer fece accrescere moltissimo la popolarità del gioco degli scacchi: la loro fu anche la prima sfida trasmessa per televisione. Oltre al contesto geopolitico contribuirono le ripetute bizze del campione americano, che minacciò più volte di abbandonare l’incontro. Per convincerlo fu necessaria anche una telefonata dell’allora segretario di stato Henry Kissinger.
La sconfitta di Reykyavik segnò anche il declino di Spassky: due anni dopo non riuscì a qualificarsi per la finale, battuto dall’allora astro nascente della scacchiera Anatolij Karpov.

Morto Boris Spassky, leggendario campione russo di scacchi
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